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Core Web Vitals 2026: la guida completa a LCP, INP e CLS
Cosa sono LCP, INP e CLS, quali soglie chiede Google nel 2026 e come sistemarli sul serio. Guida tecnica pratica di Studio Faraj, senza fuffa.
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Sempre più persone trovano la risposta nella sintesi AI di Google o in ChatGPT, senza cliccare su nessun sito. Cos'è la GEO, come scelgono le AI le fonti da citare e cosa sistemare sul tuo sito per esserci. Guida pratica 2026 di Studio Faraj.

Chiedi a Google “quanto costano le finestre in PVC” e, prima dei risultati, spesso compare un riassunto scritto dall'intelligenza artificiale. Su ChatGPT succede lo stesso: la risposta arriva già pronta, con tre o quattro siti citati come fonte. Se il tuo sito non è tra quelle fonti, per quel cliente non esisti. E non lo saprai mai, perché non c'è stato nessun clic da misurare.
In questa guida vediamo cos'è la GEO, come scelgono le AI chi citare e cosa puoi fare concretamente sul tuo sito. Niente formule magiche: solo quello che dicono Google, i dati e la nostra esperienza sui siti che costruiamo.
GEO (Generative Engine Optimization) significa lavorare sul sito per essere citati nelle risposte delle AI: AI Overview e AI Mode di Google, ChatGPT, Perplexity.
In Italia le AI Overview ci sono dal 26 marzo 2025, AI Mode dall'8 ottobre 2025.
Quando compare una sintesi AI, le persone cliccano molto meno sui risultati classici: per questo conta essere dentro la risposta.
Per Google la GEO è ancora SEO: stesso indice, stessi sistemi di qualità. Non servono file speciali né trucchi.
La differenza la fanno contenuti con esperienza vera, dati concreti, un sito tecnicamente pulito e una scheda Google aggiornata.
Il termine nasce da uno studio accademico del 2023 firmato da ricercatori di Princeton e dell'IIT di Delhi, presentato alla conferenza KDD 2024. Gli autori hanno chiamato “motori generativi” i sistemi che cercano sul web e poi scrivono una risposta citando le fonti. Poi hanno misurato cosa aumenta la visibilità di un sito dentro quelle risposte.
Il risultato più utile per chi ha un'attività: aggiungere statistiche, citazioni e fonti affidabili ha aumentato la visibilità fino al 40%. Il vecchio keyword stuffing, cioè ripetere la parola chiave ovunque, non ha funzionato. Su Perplexity, un motore reale, ha addirittura peggiorato i risultati.
A maggio 2026 Google ha pubblicato una guida ufficiale per ottimizzare i siti per le sue funzioni di AI generativa. Il messaggio è netto: per Google ottimizzare per la ricerca con l'AI significa ottimizzare per la ricerca, quindi è ancora SEO. AI Overview e AI Mode pescano dallo stesso indice e si basano sugli stessi sistemi di ranking e qualità della ricerca classica.
In pratica la GEO non sostituisce la SEO. È la SEO fatta pensando a chi legge una risposta, invece che una lista di link.
Le AI nella ricerca non sono più una cosa per pochi. Secondo Google, a fine agosto 2026 le AI Overview avevano oltre 2,5 miliardi di utenti mensili e AI Mode aveva superato il miliardo. Le usi anche tu, ogni volta che fai una domanda lunga su Google.
Il punto è cosa succede ai clic:
Pew Research Center ha analizzato quasi 69.000 ricerche reali di utenti statunitensi (marzo 2025). Con una sintesi AI in pagina, le persone hanno cliccato un risultato classico nell'8% delle visite, contro il 15% senza sintesi. I link dentro la sintesi sono stati cliccati nell'1% dei casi.
Ahrefs, su 300.000 parole chiave, ha stimato che a dicembre 2025 la presenza di una AI Overview riduceva del 58% i clic sul primo risultato.
Tradotto: essere primi su Google vale meno di prima, se sopra di te c'è una risposta AI che cita un concorrente.
C'è però un lato positivo. Le domande che fanno scattare una risposta AI sono proprio quelle dei tuoi clienti: lunghe, specifiche, spesso con la città dentro. Pew ha visto che le ricerche di 10 o più parole generano una sintesi AI nel 53% dei casi, contro l'8% di quelle da una o due parole. E chi clicca dopo aver letto una sintesi ha già le idee chiare: spesso è pronto a chiedere un preventivo.
Semplificando, AI Overview e AI Mode lavorano in due passaggi, che Google descrive nella sua guida:
Query fan-out. La domanda viene spezzata in tante ricerche più piccole, lanciate tutte insieme.
Recupero e sintesi (RAG). Google prende dal suo indice le pagine migliori per ciascuna ricerca, legge i passaggi utili e scrive la risposta, citando le pagine come fonti.
Un esempio dal mondo dei nostri clienti
Qualcuno chiede ad AI Mode: “Conviene cambiare le finestre di casa? Quanto si spende a Cesena?” Behind the scenes / dietro le quinte partono ricerche come:
“detrazioni sostituzione infissi”
“finestre PVC o alluminio”
“prezzo finestre al metro quadro”
“serramentisti Cesena”
Il serramentista che ha una pagina chiara per ciascuno di questi temi ha molte più possibilità di essere citato di chi ha solo una home page e un modulo contatti.
ChatGPT, quando cerca sul web, usa un suo crawler: OAI-SearchBot. OpenAI precisa che i siti che lo bloccano nel robots.txt non compaiono nelle risposte di ricerca di ChatGPT. Capita che venga bloccato per errore, insieme ai bot che servono solo all'addestramento.
SEO e GEO a confronto
Aspetto | SEO classica | GEO |
|---|---|---|
Obiettivo | Comparire in alto nella lista dei risultati | Essere citati dentro la risposta dell'AI |
Cosa vede l'utente | Dieci link tra cui scegliere | Una risposta già scritta, con poche font |
Cosa pesa di più | Pertinenza, link, tecnica | Esperienza vera, dati concreti, chiarezza, tecnica |
Come si misura | Posizioni e clic in Search Console | Report AI di Search Console, citazioni, richieste di contatto |
Base in comune | Sito indicizzato, veloce e ben strutturato | Sito indicizzato, veloce e ben strutturato |
Per comparire nelle funzioni AI di Google una pagina deve essere indicizzata e poter mostrare uno snippet: niente noindex o nosnippet messi per sbaglio. In più, oggi Search Console ha un'impostazione che decide se il sito può comparire nelle funzioni di AI generativa. Google la indica come requisito, quindi verifica di non averla disattivata. Poi apri il robots.txt e controlla che non blocchi Googlebot né OAI-SearchBot. Se usi una CDN o un firewall, verifica che non respingano i bot di ricerca delle AI.
Scrivi contenuti che solo tu puoi scrivere
È il consiglio su cui Google insiste di più: contenuti “non commodity”, cioè diversi dalla solita lista di consigli che chiunque (o un'AI) potrebbe scrivere. Nella guida Google contrappone un generico “7 consigli per chi compra casa” al racconto in prima persona di un caso specifico, con i dettagli di chi l'ha vissuto. Per un'impresa è un vantaggio. Hai cose che nessun altro ha:
i lavori che hai fatto davvero, con foto, tempi e problemi risolti;
le domande che i clienti ti fanno al telefono ogni settimana;
i prezzi indicativi, che conosci meglio di qualsiasi portale.
Invece di “5 consigli per scegliere le finestre”, prova con “Abbiamo cambiato gli infissi di una villetta degli anni '70: costi, tempi e cosa abbiamo trovato smontando”.
Metti numeri e dettagli verificabili
È quello che lo studio sulla GEO ha misurato: statistiche, citazioni e fonti rendono un testo più facile da citare. Per un sito aziendale significa scrivere “sopralluogo gratuito entro 5 giorni lavorativi” invece di “interveniamo rapidamente”, oppure “garanzia di 10 anni sui serramenti” invece di “garanzia estesa”. Più il dato è preciso, più è facile che un'AI lo riprenda. E che il cliente si fidi.
Rispondi subito, poi approfondisci
Google precisa che non serve riscrivere i testi “per l'AI” né spezzarli in micro-blocchi. Serve scrivere bene per le persone: titoli chiari, paragrafi brevi, una sezione per ogni domanda. La regola che usiamo noi: la prima frase sotto ogni titolo risponde alla domanda del titolo, il resto spiega. È comodo per chi legge di fretta e rende evidente anche alle AI quale passaggio risponde a cosa.
Cura la scheda Google e le recensioni
Le risposte AI possono includere informazioni sulle attività locali, e Google indica il Profilo dell'attività tra gli strumenti per comparire. Orari, zona servita, categorie, foto e risposte alle recensioni vanno tenuti aggiornati. Se non hai ancora un sito, parti da qui: ne abbiamo parlato in Come farsi trovare su Google senza un sito web.
Fatti nominare in modo autentico
Le AI leggono anche quello che si dice di te altrove: giornali locali, siti di associazioni e fornitori, forum. Una citazione sul sito del marchio di cui sei rivenditore vale più di cento recensioni comprate. Google avverte che inseguire menzioni false non aiuta, perché i suoi filtri anti-spam valgono anche per le risposte AI.
Rendi il sito veloce e ricco di immagini vere
Per Google l'esperienza sulla pagina conta anche per le funzioni AI, e le risposte possono mostrare immagini e video presi dai siti. Le foto vere dei tuoi lavori, con un testo alternativo descrittivo, diventano un'altra porta d'ingresso. Per la velocità trovi tutto nella nostra guida ai Core Web Vitals 2026.
Attento ai siti che mostrano il testo solo via JavaScript
Google riesce a leggere i contenuti generati in JavaScript, ma ammette che la SEO su questi siti è più complessa. E non tutti i crawler delle AI dichiarano di eseguire JavaScript. Per questo nei nostri progetti le pagine vengono generate sul server: il testo arrives già pronto, per Google e per qualsiasi bot. Ne parliamo in Sito in WordPress o coding su misura?
Attorno alla GEO è nato un piccolo mercato di trucchi. La guida di Google li smonta uno per uno:
llms.txt e altri file “per l'AI”. Google Search li ignora: non aiutano e non danneggiano. Se vuoi tenerne uno per altri servizi va bene, ma non aspettarti effetti su Google.
Spezzare i testi in micro-blocchi. Non serve: i sistemi di Google capiscono anche pagine che trattano più argomenti.
Riscrivere tutto “per le AI”. Le AI capiscono sinonimi e significati, non serve inseguire ogni variante della parola chiave.
Markup speciali. Non esiste uno schema.org dedicato all'AI. I dati strutturati restano utili per i risultati arricchiti, ma non sono un requisito.
Centinaia di pagine quasi uguali per ogni variante di domanda. Google lo considera spam da contenuti in massa.
E diffida di chi promette posizioni garantite nelle risposte AI: Google scrive che nessuno strumento esterno ha accesso ai suoi sistemi interni.
Search Console. Da fine agosto 2026 tutti i siti hanno i dati sulla presenza nelle funzioni di AI generativa di Google: impressioni, pagine che compaiono nelle risposte e in quali paesi.
Prova a mano. Fai ad AI Mode e a ChatGPT le domande che ti fanno i clienti, con la tua città dentro. Segna chi viene citato e ripeti ogni mese.
Analytics. In Google Analytics controlla le visite che arrivano da chatgpt.com, perplexity.ai e simili.
Le richieste di contatto. Aggiungi “ChatGPT o altre AI” tra le risposte a “Come ci hai conosciuto?” nel modulo preventivi. È il dato che conta davvero.
Quando scriviamo che un sito è “pronto per la AI Search”, intendiamo queste cose, presenti nel codice dal primo giorno:
pagine generate sul server, leggibili da qualsiasi crawler;
prestazioni misurate: i siti di A-Infissi e di GS Costruzioni hanno 100 su Lighthouse;
una pagina per ogni servizio e ogni zona servita, con dati concreti al posto degli slogan;
robots.txt e impostazioni controllati per Google, Bing e i bot di ricerca delle AI;
dati strutturati per l'attività locale, dove servono.
La GEO sostituisce la SEO? No. Google dice chiaramente che le sue funzioni AI si basano sugli stessi sistemi della ricerca classica. Senza una buona SEO di base è molto difficile essere citati.
Devo creare un file llms.txt? Per Google no, lo ignora. Puoi tenerlo per altri servizi, ma non è una priorità per un sito aziendale.
Quanto tempo serve per vedere risultati? Le correzioni tecniche agiscono in fretta: per il robots.txt OpenAI indica circa 24 ore. Contenuti e reputazione richiedono mesi, come nella SEO classica.
Posso impedire alle AI di usare il mio sito? Sì. Su Google puoi uscire dalle funzioni AI dall'impostazione di Search Console, ma perdi anche il traffico che arriva da lì. Su ChatGPT puoi bloccare OAI-SearchBot. Per un'impresa che vive di contatti, di solito non conviene.
Funziona anche per un'attività piccola? Sì, e a volte meglio. Nello studio sulla GEO i siti che partivano più in basso nei risultati sono quelli che hanno guadagnato di più dalle ottimizzazioni.
Vuoi sapere se le AI citano la tua azienda? Facciamo noi il controllo: robots.txt, indicizzazione, impostazioni di Search Console e una prova sulle domande che i tuoi clienti fanno davvero. La prima consulenza è gratuita. Prenota una chiamata oppure scrivici.
Google Search Central: ottimizzare il sito per le funzioni di AI generativa
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Google Italia: AI Mode arriva anche in Italia
Pew Research Center: clic sui link quando compare una sintesi AI
Ahrefs: AI Overviews Reduce Clicks by 58%
Aggarwal et al., GEO: Generative Engine Optimization (KDD 2024)
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